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ETTORE FIERMOSCA

Ci siamo fatti guidare da Massimo dAzeglio tenendo sotto mano il fatto storico. Ovviamente il racconto popolare è quello che ci influenza maggiormente perché il fatto storico acquista ancor più fascino se esaltato dal racconto popolare. Il teatro drammatico dei pupi trova alimento da questi personaggi popolari. Come sempre ci è indispensabile trovare un collegamento al Teatro dei Pupi, altrimenti il nostro lavoro diventerebbe non pertinente. Ed ecco alcuni inviti.
Gli Immesi, antica famiglia di pupari siciliani, che si trasferiscono a Barletta; gli Immesi che mettono in scena un Ettore Fieramosca, Zoraide-Moresca e Ginevra di Monreale di pura invenzione dazegliana e poi ritroviamo tutti i codici del Teatro dei Pupi. Chi se non Orlando è Ettore Fieramosca in questo suo amore più che platonico, da cavaliere puro, per Ginevra, così come Orlando per la sua mai sfiorata Aldalabella chi se non Gano di Magonza è Graiano dAsti
Ora, il pupari, se non sente queste cose rischia di fare teatro e non Teatro dei Pupi. I codici tradizionali sono rispettati, ed ecco il consiglio, la battaglia, il tradimento, lamore la tragedia finale. Lorganetto è ancora, assieme al ritmo del battito del piede, lunico veicolo di comunicazione fra gli opranti. Luso degli spazi viene rivoluzionato senza ricorrere alloccupazione di altri spazi che non siano quelli del proprio palcoscenico.
Ed ecco che probabilmente per la prima volta ben 28 pupi, tutti visibili ed individuabili, sono in scena. Abbiamo voluto fare come se fossero due storie separate, quella di Ginevra e quella della Disfida. Due binari paralleli, che sotto certi aspetti vorrebbero definire il confine tra racconto popolare e fatto storico. Infine un dato ci ha colpiti maggiormente e crediamo che sino ad oggi pochi abbiano collegato, o meglio sottolineato. La disfida avviene quasi nello stesso luogo dove gli italiani dellImpero Romano subirono il giogo di Annibale. Mancava il riscatto della terra dove avvenne il fatto.
Ed ecco che il destino sembra aver riservato ad Ettore Fieramosca anche questo ruolo.


Musiche

Ettore Fieramosca trovò gloria postuma grazie alla rielaborazione epica e tragica operata dalla cultura romantica risorgimentale. E sembrato perciò quasi dobbligo tenere come filo conduttore dellaccompagnamento musicale per la messa in scena per il Teatro dei Pupi, le musiche di Verdi e dei suoi melodrammi.
I temi del dramma, il destino avverso che impedisce il realizzarsi del sogno damore, il peso dei soprusi subiti dal tiranno, lumiliazione e gli affronti subiti dal popolo, lesultanza per lonore recuperato, il senso patriottico, trovano alcuni celebri motivi del melodramma verdiano un efficace e intenso commento. Forza del destino, Nabucco, Requiem, Dies Irae, Giovanna dArco, Vespri Siciliani, la musica popolare dellorganetto.
La canzone Poi che ti piace amore di Federico II, trascritta da Onofrio Sanicola e cantata da Salvo Cassetti.


Teatro Drammatico dei Pupi
di Onofrio Sanicola
Palermo-Monreale Via B. DAcquisto, 33 90046 tel. 091/6409441 fax 091/6400126
Milano Via Plinio, 60 20129 tel. 02/29524449 02/6694056 fax 02/20408392
e-mail: sanicolapupi@tiscalinet.it



ETTORE FIERAMOSCA
LA DISFIDA DI BARLETTA
di Onofrio Sanicola
Se al posto del classico boccascena palermitano avessimo avuto a disposizione quello del teatro catanese, di certo sarebbe stato tutto più agevole. Quindi facendo di necessità virtù, il teatro dei pupi non ricorre ad altri spazi se non a quelli tradizionali. Per la prima volta saranno in scena ben 28 pupi tutti visibili ed individuabili. Il sipario riproduce il dipinto n. 4 del faentino Minardi nel primo scontro delle lance: dipinti sulla disfida di Barletta che ritroviamo alla Pinacoteca di Faenza.
Prima scena. Osteria del Sole.Veleno, oste della Taverna del Sole, ormai vecchio racconta ai nipoti di Ettore Fieramosca e della disfida di Barletta. La scena riproduce esattamente lOsteria del Sole dove venne lanciata la sfida.
Seconda scena. Cappella di Monreale.Nella cappella dedicata al Cristo Pantocrator di Monreale, degli sbandati irrompono e fanno strage. Ginevra viene salvata dal padre Conte Bosio di Monreale che la concede in sposa assieme ai suoi beni a Graiano DAsti. Alla graziosa coincidenza di Ginevra di Monreale non poteva mancare la Cappella del Cristo Pantacreator di Monreale, fedelmente riportata nelle scene e nel cartellone del cantastorie.
Terza scena. Giardino di Ginevra. A Roma, Ginevra nel suo giardino racconta ad Ettore quanto le è successo. Giura di non averlo mai dimenticato In questo caso è stato chiamato in causa il pittore barlettano Giuseppe De Nittis con il dipinto Nei campi.
Quarta scena. Battaglia fra francesi e spagnoli. Gli spagnoli fanno prigionieri alcuni francesi ed in attesa del riscatto li invitano allosteria come segno di ospitalità e cavalleria.Il duello avviene nella scena di de Nittis paesaggi barlettani
Quinta scena. Osteria del Sole.Allosteria i francesi insultano gli italiani accusandoli di codardia. Gli spagnoli lanciano la sfida in nome degli italiani. La scena riproduce lOsteria del Sole, luogo storico dove avvennero i fatti.
Sesta scena. Campo francese. Nellattesa di essere ricevuti dal duca di Nemurs, Ettore racconta a Brancaleone la sua storia. I francesi accettano la sfida. La scena ci è stata suggerita dalla descrizione che ne dà Massimo dAzeglio nel suo Ettore Fieramosca.Ediz. popolare ottocentesca.
Settima scena. Rapimento di Ginevra.Ginevra viene fatta rapire da Cesare Borgia e condotta allOsteria del Sole nella camera del Valentino, figlio di Alessandro VI Borgia.
Ottava scena. La disfida.La disfida si svolge secondo tradizione seguendo gli avvenimenti. La squadra italiana, la punizione di Graiano DAsti e di La Motte. Lonore italiano sarà riscattato e quello francese salvato dallumiliazione. Per la scena sono stati riprodotti paesaggi barlettano del de Nittis e alcuni tradizionali del teatro dei pupi.
Nona scena. La Cripta. Ettore, vittorioso, entra nel monastero ma non trova Ginevra. La tragedia si è compiuta. Ettore è vittima della sua stessa maledizione. Scenari tradizionali del teatro dei pupi.
Il frontale del teatro per la prima volta largo ben otto metri è stato adattato in modo tale che il boccascena raggiungesse i quattro metri di calpestio creando una messa in scena nuova per il teatro dei pupi palermitani.Il frontale rappresenta la corte di Carlo Magno
CARTELLONE
Primo quadro - Icona dellamore, Ginevra ed Ettore come nel Bacio di Hayez e ambientato nel chiostro di Monreale.
Secondo quadro - Degli sbandati irrompono e fanno strage nella cappella del Cristo Pantocrator di Monreale. Ginevra viene salvata dal padre Conte Bosio di Monreale che la concede in sposa a Graiano DAsti assieme ai suoi beni.
Terzo quadro - AllOsteria del Sole i francesi insultano gli italiani accusandoli di codardia. Veleno, loste della taverna, da vecchio racconterà ai nipoti di Ettore Fieramosca e della Disfida di Barletta.
Quarto quadro - Ginevra fatta rapire da Cesare Borgia viene condotta in una camera dellOsteria del Sole dove sarà oltraggiata dal Valentino. Alla parete della camera è riprodotta unopera del Pinturicchio che ritrae Alessandro VI Borgia, padre del Valentino.
Quinto quadro - Tre (VI, X, XII) delle quindici tavole del faentino Tommaso Minardi (1787-1871) su episodi della Disfida di Barletta. La morte di Graiano DAsti (a sinistra), La Motte sbalzato di sella da Ettore Fieramosca (a destra), la vittoria degli italiani (al centro). Lonore italiano è riscattato e quello francese non umiliato. La colonna romana ricorda la battaglia di Canne.
Sesto quadro - Ettore vittorioso entra nel monastero e trova Ginevra morta. La tragedia si è compiuta. Ettore è vittima della sua stessa maledizione. Il quadro propone la cripta con limmagine di San Ruggero, protettore di Barletta.
Settimo quadro - Ettore disperato accetta il suo destino.
Il cartellone è decorato con gli stemmi dei cavalieri italiani, del Duca di Nemurs, di Consalvo e della città di Barletta.
I cartelloni del teatro dei pupi , relegati ad oggetti di collezionismo, venivano usati dai cantastorie per indicare finestra per finestra il prosieguo della storia che stavano cantando-raccontando e dai pupari che esponendolo davanti il teatrino permettevano allo spettatore di avere un sunto dello spettacolo in programma.Dipinti con le terre a 4-6-8 scacchi o finestre realizzati da artisti che conoscevano molto bene la Storia dei Paladini di Francia o il tema da dipingere (Dalla baronessa di Carini a Pia dei Tolomei , al bandito Musolino).Di immediata interpretazione e dipinti in modo tale da essere letti a distanza.Due cantinelle di legno in alto ed in basso ne permettono luso come se si trattasse di rotoli .Si conserva arrotolato sulla cantinella in basso e legato allo spago che serve anche per appenderlo.Scomparsi quasi totalmente vengono ogni tanto riprodotti in copia per amatori.Solo nel Teatro di Onofrio Sanicola ad ogni nuovo spettacolo viene prodotto un nuovo cartellone che oltre alluso prima detto rappresenta la summa del lavoro svolto.
Editrice Rotas presenta:

La Disfida di Barletta - Edizione del V centenario
La Disfida di Barletta nelle fonti storiche e letterarie
La Disfida di Barletta - L'epoca e i protagonisti
Barletta nel Cinquecento al tempo della Disfida e della dominazione spagnola

di Renato Russo