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DVD "IL MAGGIO EMILIANO":
RICORDI, RIFLESSIONI, BRANI

realizzati con la partecipazione delle Compagnie:

Società del Maggio Costabonese (Roncisvalle)
Compagnia Maggistica "Monte Cusna di Asta" (Arminea e Liseno)
Nuova Compagnia del Maggio di Frassinoro (Tristano e Isotta)
Compagnia Maggistica "Val Dolo" (Miedo)

Ideazione, interviste, riprese e montaggio
di Jo Ann Cavallo

Questo documentario di 93 minuti dà voce a una molteplicità di persone direttamente coinvolte nel mondo del Maggio: soprattutto membri delle quattro compagnie emiliane stabili, di tutte le età, ed appassionati locali. Le interviste trattano diversi aspetti della tradizione del maggio, come la poesia, la musica, i gesti, il ruolo del suggeritore, la presenza delle donne, l’interpretazione dell’attore, e la partecipazione del pubblico. Ci sono inoltre brani di quattro Maggi messi in scena dalle quattro compagnie emiliane nell’estate dell’2002: Miedo, Tristano e Isotta, Arminea e Liseno e Roncisvalle. Questi brani includono diversi tipi di scene (di battaglia, di amore, di dolore, ecc.) e diversi tipi di poesia/melodia (quartina, arietta, ottava rima).
Curando ogni particolare del progetto dall'ideazione al montaggio, la Prof. Jo Ann Cavallo della Columbia University di New York ha voluto catturare lo spirito del Maggio, facendo vedere l'entusiasmo e la passione insieme al talento e all'impegno di quelli che mantengono viva questa straordinaria tradizione.

Prezzo: € 15.--

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Estratto dall'intervista di Edda Chiari con la docente Jo Ann Cavallo per la rivista TuttoMontagna (www.tuttomontagna.it), ottobre 2003:

Jo Ann Cavallo è professoressa di ruolo alla Columbia University dove insegna letteratura e cultura rinascimentale. E' l'autrice di Boiardo’s “Orlando Innamorato”: An Ethics of Desire (London: Associated University Presses, 1993) e The Romance Epics of Boiardo, Ariosto, and Tasso: From Public Duty to Private Pleasure (Toronto: University of Toronto Press, 2004), oltre a vari saggi su Dante, Castiglione, Giordano Bruno, Elsa Morante, e sull'Opera dei Pupi.
Venerdì 1 agosto, presso il Museo del Maggio a Villa Minozzo, ad un nutrito ed attento pubblico ha presentato il suo video di 93 minuti,"Il Maggio emiliano: ricordi, riflessioni, brani", in cui ha inserito brani cantati, interviste ai maggiori esperti di Maggio, autori e maggerini delle compagnie emiliane ancora attive. E' un documentario bellissimo e ben studiato, sia per le immagini e la musica che come montaggio, ed è stato interessante sapere da lei che quello è stato il frutto del lavoro di una persona desiderosa di documentare un'importante ed unica forma di teatro popolare, di valorizzarla e di farla conoscere meglio anche fuori dei suoi confini. Al momento sta facendo delle ricerche su come il Maggio epico e l'opera dei pupi siciliana recuperano e rielaborano l'epica cavalleresca medioevale e rinascimentale. La professoressa Cavallo ha risposto ad alcune domande permettendoci di avere un'opinione 'estera' sulla valenza che ancora oggi può avere uno spettacolo come il Maggio.

Che significato crede che un simile spettacolo oggi possa avere per uno spettatore: quello di un semplice residuo del passato o qualcosa di più?
Il cambiamento c'è sempre stato, seguendo le esigenze delle nuove generazioni, ma i cambiamanti sociologici, tecnologici, ed economici degli scorsi decenni hanno portato all'abbandono delle culture locali secolari in un modo drastico. La globalizzazione culturale sta producendo una specie di McDonalds della cultura. L’etnomusicologo Alan Lomax, che negli anni '50 girava l'Italia registrando canti popolari, e che ha registrato anche il Brunetto e Amadore a Costabona, ha espresso il problema in questi termini: "Ciò che una volta era un antico giardino tropicale di immenso colore e varietà corre il pericolo di essere sostituito da un piacevole ma sterile e sonnolento sistema di autostrade culturali" (“The Saga of a Folksong Hunter"). Nei luoghi in cui le tradizioni popolari locali esistono ancora, è perchè ci sono degli individui che lottano con passione per mantenerle vive. Forse la passione con cui si lotta è in rapporto all'importanza che quella tradizione locale ha ancora nella vita della comunità che la pratica. Se questo è vero, il Maggio non è per niente un residuo del passato (anche se il legame con il passato è sentito e tutelato), ma una forma di teatro vivente che ha qualcosa da comunicare a tutti noi. Un importante segnale di vita, secondo me, è che ci sono dei giovani che non solo cantano, ma anche scrivono testi nuovi. E poi vedere che nelle cene dopo il Maggio non solo si recitano quartine ricordate a memoria, ma se ne improvvisano delle altre ex novo, in onore agli ospiti, al cuoco, alla signora che ha servito i piatti: per me significa che la "poesia maggerina" è oggi ben viva in queste zone.

La conoscenza del fenomeno Maggio ha portato qualcosa di nuovo al suo lavoro?
Certamente! Prima di tutto, dovrei precisare che sono studiosa dell'epica rinascimentale. Ho pubblicato un libro sul Boiardo, il poeta che amo di più, nel 1993, e ho un altro libro in corso di stampa sull'epica cavalleresca dal Boiardo al Tasso, a parte vari saggi sulla letteratura rinascimentale. E scoprire che i cavalieri antichi vivono ancora nell'appennino tosco-emiliano ha cambiato la direzione della mia ricerca. In questi ultimi due anni, ho fatto del Maggio (e dell'opera dei pupi) un motivo di studio. Un saggio che mette a confronto queste due forme di teatro uscirà quest'anno presso la rivista Italian Culture, e spero anche di scrivere un libro sul soggetto, ma allo stesso tempo mi sono resa conto che per far capire la straordinarietà di quest'arte, non bastano le parole sulla carta. Mi è venuta quindi l'idea di fare un documentario sul Maggio emiliano: assumendo il ruolo di giornalista e cameraman insieme, ed imparando la tecnica del montaggio. Voglio passare questa passione per il Maggio anche ai miei studenti. Già nel 2000 ho portato gli studenti del corso estivo a vedere il Maggio Rodomonte cantato dalla Compagnia "Monte Cusna di Asta." Ora, per la primavera del 2004, terrò alla Columbia University di New York tutto un corso sulla narrativa cavalleresca nel Maggio tosco-emiliano e nell'Opera dei Pupi siciliana. Leggeremo i testi medievali e rinascimentali, e poi vedremo filmati delle opere corrispondenti, e vedremo come, usando diversi strumenti metodologici, possiamo arrivare ad una comprensione più approfondita di queste due forme di teatro popolare.