ELENA
LA GUERRA DI TROIA
Dalle Porte Scee alla Porta dei Leoni
Portare il ciclo miceneo o la saga degli Atridi nel teatro dei pupi, da un lato significa riprendere una tradizione cara ai vecchi pupari e dall'altro accettare la sfida di proporre i classici in una versione teatrale completamente sconosciuta alla quasi totalità del pubblico.
Con La Guerra di Troia prende avvio un nuovo ciclo di opere il cui argomento costituisce uno dei filoni tradizionali e insieme meno conosciuto e ormai pressoché perduto del Teatro dei Pupi: l'epica greca, il ricordo delle gesta narrate dagli antichi poeti greci. Crediamo che i pochi pupari rimasti abbiano un vago ricordo delle rappresentazioni effettuate in passato, e che fra il pubblico sia ancora più difficile trovare chi possa dire di aver assistito a una simile rappresentazione.
Ci siamo fatti guidare da Stesicoro, un poeta greco, che ha in comune con Omero non solo la cecità, ma anche l'aver scritto una guerra di Troia. Quale coincidenza migliore se poi si scopre che Stesicoro era siciliano di Himera (Termini Imerese)? Sarà lui ad accompagnarci nella guerra di Troia lasciandoci però seguire Omero e Virgilio.
Solo Achille compie un suo percorso, come vuole una tradizione mitica minore, che lo descrive unito ad Elena in un'isola del Mar Nero, un paradiso ideale. Quale strumento migliore dei pupi per portare sulla scena la Guerra di Troia? Oggi ci sembra di poter affermare che la completezza in questo spettacolo potevano darla solo i pupi. Infatti, quello che manca alla fiction, alla celluloide, al palcoscenico, lo troviamo insieme nel teatro dei pupi: dalla lira greca, al cavallo di Troia, alle navi greche, alle armature, ai costumi, alle scenografie, che rispecchiano gli stessi luoghi dove sono ambientati i poemi. Il teatro dei pupi ha un boccascena di nemmeno due metri quadrati, ma il nuovo teatro dei pupi sa usare spazi mai sfruttati prima d'ora.
Questo nuovo spettacolo si svolge unendo gli episodi più noti delle narrazioni esistenti (i poemi omerici, l'Eneide), ad elaborazioni originali o riferite a meno note tradizioni. Così, accanto alle scene dell'Ira di Achille, della Morte di Ettore, del Cavallo di Troia nel prologo troviamo, come si è già detto, la figura dell'antico poeta greco Stesicoro reso cieco, secondo un'antica tradizione, per aver nei suoi carmi irriso Elena; mentre in altri episodi viene tratteggiato un originale e non secondario ruolo di Elena nei momenti decisivi della tragedia.
I personaggi, anche quelli secondari come Teti, la madre di Achille, o Cassandra, sono resi con vigore drammatico, mentre gli stessi mezzi espressivi del teatro e la rigidità dei Pupi concorrono senza forzature a rendere percepibile il tema del dominio del fato, sotteso all'intero svolgersi della storia. Anche nella Guerra di Troia si vedrà una particolare cura nella creazione di soluzioni sceniche originali (Il cavallo di Troia, ecc.) e nei costumi dei pupi appositamente prodotti con riferimento alle armature degli antichi guerrieri. La fusione di elementi tradizionali e innovativi troverà, certo non ultimo per importanza, nell'elemento musicale un'ulteriore cifra espressiva. Accanto alle moderne canzoni dell'antico cantastorie, la colonna sonora delle musiche di scena sarà basata sulla musica colta della tradizione classica europea.
Ma cosa collega l'opera dei pupi alla Guerra di Troia? Cosa c'entrano i pupari con Omero e i tragici greci o latini? Ariosto, Boiardo, Pulci, La Chanson de Roland, Orlando, Rinaldo, Angelica, Ruggero ... la storia infinita dei paladini di Francia parte proprio dalla guerra di Troia. Le armi di Ettore attraverso un'infinità di passaggi sono quelle che porta Ruggero e sono costate la vita ad Agricane e a suo figlio Mandricardo ... e poi la Durlindana non era forse la mitica spada di Ettore? Non a caso i pupari mettevano in scena Iliade e Odissea.
Quindi si ricomincia dall'inizio, alle origini del ciclo.
STESICORO Sì, è proprio Elena a causare la cecità di Stesicoro che l'aveva messa in cattiva luce nel suo poema sulla guerra di Troia. Ma Stesicoro provvederà a scrivere una palinodìa ... allora Elena toglierà la maledizione ridandogli la vista. E così Stesicoro ci prende per mano guidandoci dentro la storia più bella del mondo. Come un aedo, un citaredo, un rapsodo, un cantore o meglio un cuntastorie.
CONSIGLIO ACHEO Scenografia riprodotta da un vaso greco a figure nere che rappresenta l'interno di una tenda con i Penati e le insegne. Achille si scontra con Agamennone per la schiava Briseide. Teti, dea del mare, ferma la mano di suo figlio Achille, che abbandona offeso il campo greco. Ecco che la prima e fondamentale regola della formazione di scena dell'Opera dei Pupi trova riscontro: il consiglio solenne.
BRISEIDE Scortata dagli araldi lascia Patroclo e Achille che si ritira in riva al mare e viene consolato da sua madre Teti dea del mare..
Achille e il mare: un legame materno. Quante volte ci siamo fermati a confidarci con il mare, quante volte siamo rimasti soli con il mare ... Non è più l'Achille violento e temuto.
DISFATTA GRECA Senza Achille i greci vengono inseguiti dai troiani fin sulle navi. Patroclo ottiene le armi di Achille e torna a combattere. Ettore uccide Patroclo.Finalmente la battaglia: con le sue regole antiche. Prima i soldati-guerrieri, poi i paladini. Il rito fondamentale dell'Opera dei Pupi si svolge puntiglioso e affascinante: nei movimenti, nei gesti, nei riti.
MORTE DI ETTORE Teti porta nuove armi ad Achille che scende in campo ed uccide Ettore. Sullo sfondo le mura di Troia. Non è difficile convincere Achille. Il fato greco procede inesorabile, consumando le tappe una per una. Anche il soliloquio è una fondamentale regola della formazione di scena. Chi se non Achille ha motivo di solitudine e di riflessione?
CONSIGLIO TROIANO Si discute se accettare il cavallo di legno. Entra il cavallo, malgrado Cassandra si opponga. La scena si svolge davanti alle mura di Troia proprio all'angolo della rampa dove Schliemann trovò il "Tesoro di Priamo".
STRAGE I greci scendono dal cavallo e fanno strage. Aiace usa violenza a Cassandra. Pirro figlio di Achille uccide Priamo. Senza Elena mai il cavallo sarebbe entrato a Troia. Chi meglio di lei sa convincere gli uomini?
ELENA Finalmente Elena e Menelao. Ecco che il fato chiude i conti con i greci e con i troiani. I grandi eventi non hanno mai avuto vincitori.
Scene tratte da soggetti vascolari e ricostruzioni archeologiche:
frontale la Porta dei Leoni di Micene, reggia di Agamennone.
morte di Sarpedonte. Vaso greco di Eufronio trafugato illegalmente dall'Italia.
Oggi al Metropolitan Museum di New York.
siparietto Apollo a Delfi. Terracotta greca del VI secolo a.c.
In teatro verrà esposto il volume Micene edizione originale di H Schliemann
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