Il Canto del Maggio
Una tradizione di teatro in musica
Compagnia Maggistica Monte Cusna
Asta-Reggio Emilia
Cantar Maggio
Il canto del maggio è una forma di teatro popolare tradizionale, praticata nell' alto Appennino Reggiano, Modenese e nella Garfagnana.
Le origini storiche di questa forma di teatro affondano negli antichi riti primaverili della fertilità che le popolazioni delle impervie zone montane celebravano ai primi di Maggio per salutare la primavera che ha sconfitto l' inverno, e propiziarsi la bella stagione ed un raccolto abbondante.
La tradizionale festa di primavera ha subito profonde modificazioni col trascorrere dei secoli, e la contrapposizione rituale fra il Bene e il Male ,o fra Primavera ed Inverno, ha assunto la connotazione di uno scontro tra cavalieri diventando, sul finire del 1700, una rappresentazione delle imprese dei Paladini di Francia, di Carlo Magno, di Crociati e di Cavalieri erranti.
Il maggio si è diffuso probabilmente, partendo dalle zone appenniniche della Toscana fondendo i riti della fertilità con la Moresca una danza con le spade proveniente, attraverso la Corsica e lElba, dalla penisola Iberica; il maggio si è diffuso in Emilia grazie ai pastori che praticavano la transumanza, e ai contadini che, nei mesi invernali, andavano a svernare aldilà dellAppennino.
Il maggio naturalmente era diffuso oralmente, almeno fino alla fine del 1800 quando comparvero i primi maggi a stampa, ed ha rappresentato per tanto tempo lunico mezzo di diffusione della cultura per le popolazioni montane.
Il filone principale dei testi del Maggio è infatti di ispirazione cavalleresca, riprendendo e rielaborando poemi dell' Ariosto, del Boiardo, del Tasso e, più recentemente, attingendo ad altre fonti come romanzi d' appendice, leggende e storie medioevali, episodi di fantasia.
I copioni sono scritti in quartine di versi ottonari a rima baciata A-B/B-A, da ariette o sonetti in quintina e da ottave di versi endecasillabi; la rappresentazione avviene cantando queste strofe su melodie standard, ora allegre ora drammatiche ora vivaci ed impetuose a seconda della scena, con intermezzi a tempo di valzer, polka, mazurca.
Lo spettacolo è coordinato da un suggeritore, detto "campione", che, copione alla mano, suggerisce le quartine agli attori in scena, detti "Maggiarini" in Emilia e "Maggianti " in Toscana.
Il "Canto del Maggio", il teatro dei cavalieri, è organizzato in una Rassegna nazionale che raccoglie gli spettacoli delle compagnie toscane ed emiliane che si tengono d' estate, fra Giugno e Settembre, in teatri all' aperto costituiti da radure nel bosco dove gli spettaori seduti in cerchio, osservano la scena che si svolge all' interno di questo "cerchio magico", godendo così di uno spettacolo teatrale davvero unico, e di uno straordinario contatto con la natura.
La "Galleria del Maggio", o museo dell' arte teatrale popolare, inaugurato nell Agosto del 2000 a Villa Minozzo, comune dal quale provengono la maggior parte delle compagnie di Maggio emiliane, raccoglie le testimonianze di decenni di attività artistica, con fotografie, costumi originali, attrezzi di scena, una ricca videoteca degli spettacoli degli ultimi vent' anni, e una raccolta dei copioni e dei testi messi in scena dalle compagnie nel corso degli anni, molti dei quali sono veri e propri esempi di poesia popolare, di un modo di fare cultura e teatro semplici ma allo stesso tempo ricco di suggestione e fantasia.
A cura di Luca Sillari.