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“Olimpia abbandonata” e’ una tragedia in tre atti costruita drammatizzando i testi di Ludovico Ariosto sparsi nei suoi diversi canti. I motivi delle storie cavalleresche di Ariosto, riconoscibili nello spettacolo, sono adattati alla scena teatrale utilizzando la tecnica del collage, una delle piu’ usate tecniche della drammatizzazione teatrale. Come gia’ allude ed inclina il titolo del dramma, la protagonista della storia tragica e’ la bella e coraggiosa contessa olandese chiamata Olimpia. Il suo personaggio e‘ drammaturgicamente particolare e notevole, grazie alla propria sacrificazione per il bene del popolo olandese e, innanzi tutto, per la liberta’ del suo amato Bireno, prigioniero di guerra. Dopo aver perso il padre e due fratelli in battaglia, Olimpia, guidata dalla vendetta e dall’amore verso Bireno, uccide il figlio dell’invasore d’Olanda e disarmata, coraggiosamente si confronta con i nemici possessori di una nuova e terribile armi:l’archibugio Nel suo percorso di vendetta e liberazione della sua terra, viene aiutata da uno dei piu’ conosciuti e audaci personaggi della storia cavalleresca, Orlando. La tragedia di Olimpia, simile a quelle di Medea, Nora, Giuditta, culmina nel momento in cui il suo grande amore Bireno, ormai liberato da Orlando, la tradisce con un’altra donna e l’abbandona in mezzo al mare. Olimpia, rimasta sola, cade nelle mani di un mostro marino, tovandosi nuovamente in pericolo. Lo stesso mostro a cui era stata sacrificata la bella e sensuale Angelica.

A prescindere dal periodo di Carlo Magno, nel quale si svolge la tragedia, “Olimpia abbandonata”, benché sia un testo classico, e’ intrigante per il pubblico contemporaneo, grazie alla sua ben pensata struttura drammaturgica piena di peripezie e grazie ai motivi universali che spingono i personaggi verso la propria sacrificazione drammatica. Benche’ l’idea del testo sia basata su sentimenti ed azioni di una donna altruista, pronta a qualsiasi orrore per salvare il suo amore, lo spettacolo, grazie al suo cod registico, manda un altro forte e contemporaneo messaggio basato sull’invenzione dell’arma e la guerriglia, distruzione di tutto cio’ che e’ umano. L’arma, sia come accessorio per la guerra, che per la difesa, e’ un prodotto che, come boomerang, si confronta anche contro il proprio inventore. Questa storia d’amore intrecciata di “guerra e pace” e’ degna di esser rappresentata “qui ed adesso” al nostro pubblico.

Il Teatro Drammatico dei Pupi , seguendo il passo del teatro contemporaneo, continua a “cuntare” le proprie storie mantenendo tradizione e quotidianità. Quindi il pubblico verrà chiamato a vedere “Olimpia abbandonata”, uno dei primi spettacoli del teatro dei pupi, la cui la regia sara’ curata da una regista donna non puparo: Emina Gegic’, regista sarajevese che si e’ già presentata al pubblico italiano con lo spettacolo “La Sibilla di Sarajevo”.