RONCISVALLE LA CHANSON DE ROLAND
Nel repertorio di ogni puparo cerano alcuni spettacoli che fissavano le tappe della stagione teatrale.Don Chiaro, Tre contro tre a Lampedusa, Orlando pazzo, Roncisvalle. Roncisvalle chiudeva la stagione e nessuno poteva mancare. Mentre su gli altri spettacoli quasi tutti i pupari rispettavano la trama tradizionale, su Roncisvalle esistono innumerevoli versioni. Così come in modo differente è descritto "il fatto" da Pulci nel Morgante , da Turoldo nella Chanson de Roland, da Turpino nella Cronaca e dagli innumerevoli frammenti di Chanson de geste di Francia, Spagna e Italia.Era presente Turpino? Giunsero in tempo Rinaldo e Ricciardetto? Chi fu il paladino che fuggì? Tornò indietro Carlo Magno a compiere vendetta? Come morì Orlando? Che fine fece la Durlindana? Una sequenza infinita di domande.
Il luogo.Di Roncisvalle di storico abbiamo quelle poche righe che ci dicono in che punto della catena pirenaica vada collocata la celebre azione del 15 agosto 778. È la canzone di Orlando che ci fornisce dei dati sulla ubicazione della battaglia. L'imperatore Carlo Magno pensa a costituire la retroguardia e a fornirla di un comandante degno, quando gli si parano innanzi, nel suo viaggio di ritorno verso la "dolce Francia", i maestosi Pirenei. Non sappiamo quale fosse ai tempi della celebre "rotta" l'esatta ubicazione del toponimo Roncisvalle. Le più antiche attestazioni a noi giunte sono tutte molto posteriori al secolo VIII. Nella realtà sappiamo che ci furono un colle di Roncisvalle, mons qui dicitur Ronsasvals, e un villaggio di Roncisvalle, Villa de Ronzasvals. Le testimonianze sono del secolo XII, ma non si può escludere ch'esse valgono anche per tempi più antichi.Il colle o monte di Roncisvalle è il colle d'Ibaneta.
La Canzone di Rolando. E una chanson de geste, cioè una canzone di storia. I fatti che narra sono, nella loro essenza storici. Il 15 agosto 778, mentre l'esercito di Carlo Magno, reduce da una spedizione in Spagna, era incanalato tra le gole dei Pirenei, delle bande in agguato piombano effettivamente, come il poema racconta, sulle ultime file della colonna, annientandole. Perì nel massacro un generale di nome Hruotlandus, praefectus della marca di Bretagna, uno dei personaggi importanti della corte di Carlo: l'Orlando del poema. Il resto è "poesia".La versione più recente recita che il "sacrificio" di Orlando a Roncisvalle permise di salvare "tutto" l'esercito di Carlo Magno che altrimenti sarebbe stato annientato fra i Pirenei.Quindi non più una scaramuccia fra baschi, mori e cristiani .Una seguenza di infiniti duelli svolti con arte precisa che mostrano tutta la bravura dello oprante facendo "vedere" il valore di ogni paladino.Il ritmo dello spettacolo è quello della Chanson de Roland. Un ritmo senza intervalli, una metrica continua; mai cambia tono o crea pause. Forse l'Opera dei Pupi ha copiato il ritmo dalla mattanza in Sicilia.
E come altrimenti si può definire quello che avvenne a Roncisvalle.
A CONSIGLIO! CARLO MAGNO INVIA SUO COGNATO ,GANO DI MAGONZA ,QUALE AMBASCIATORE, PRESSO MARSILIO, DIVENUTO TRIBUTARIO. GANO ,UN PO PER SUA NATURA MA ANCHE PER VENDETTA TRAMA CON I MORI UN IMBOSCATA:AL MOMENTO DEL BATTESIMO , CHE DOVREBBE SANCIRE IL TRATTATO ,LARCIVESCOVO TURPINO SARÀ TRUCIDATO ASSIEME ATUTTI I PALADINI GUIDATI DA ORLANDO.Aldalabella , sposa promessa di Orlando, ha il presentimento dellimminente tragedia . Nella scena sono presenti i canoni del teatro drammatico dei pupi , il consiglio, il tradimento , la partenza .
A RONCISVALLE Nelle gole di Roncisvalle scatta la trappola ordita da Gano e Marsilio. Uno ad uno, drammaticamente, cadono tutti i paladini. La Battaglia : è in assoluto il canone principe del teatro dei pupi.Dal singolo duello alla battaglia campale.
ASTOLFO L'uomo che per primo andò sulla luna e recuperò il senno di Orlando, dopo aver fatto strage di mori, viene colpito alle spalle da Grandonio. Cade sbeffeggiando i suoi nemici.
BALDOVINO Figlio di Gano di Magonza, fratellastro di Orlando, scopre che il mantello datogli da suo padre serve a farlo riconoscere in battaglia e quindi a indicarlo come loro alleato. Indorridito, si strappa il mantello per non essere considerato traditore. Chiama i compagni affinché assistano alla sua morte e possano testimoniare la sua lealtà.
OLIVIERO Ferito e accecato, dopo essere stato colpito alle spalle dallo stesso Grandonio, spira tra le braccia di Orlando sopra un mucchio di cadaveri nemici. Le sue ultime parole sono per i figli che di lì a poco periranno anche loro. Muore ascoltando la musica delle armi che lo ha accompagnato per tutta la vita.
TURPINO Povero Turpino! Si aggira per il campo raccogliendo i corpi dei paladini morti. Ha lottato anche lui, ma ora non è più tempo. Deve recuperare almeno i corpi dei suoi . Un giovane moro lo assale. Turpino lo invita a non distrarlo nel compito di carità che sta svolgendo. Il giovane lo spinge con la spada, lo percuote, lo assale ancora. Turpino lo invita a lasciarlo ai suoi morti, anzi a fare attenzione perché potrebbe involontariamente colpirlo . Sono venuto a portare il battesimo, non la morte! Il giovane rinnova l'assalto e Turpino inavvertitamente lo trafigge. Disperato invoca Dio di perdonarlo e chiede la grazia di poter battezzare almeno questo ragazzo che è ormai agonizzante. Pacifico, io ti battezzo .... e non finisce di parlare, che viene colpito alle spalle da Grandonio.
ORLANDO Ormai è allo stremo. Da solo, ha decimato il campo dei nemici. Gli si fa incontro Grandonio vantandosi della strage compiuta. Orlando, assale Grandonio. E tu, Durlindana, fammi vedere il sangue di questo vile! La spada cade su Grandonio, dividendolo in due. Tutto è perduto, non rimane che suonare il corno Olifante e avvertire Carlo Magno.Il suono terrificante giunge a Carlo: Marsilio e il suo esercito ne sono atterriti. E' un presentimento o il suono dell'Olifante che sente Carlo Magno? In ogni caso Gano viene arrestato, ma questo non rasserena Carlo che ormai sente distintamente il suono del corno.
TERIGI Lo scudiero adagia per terra Orlando, agonizzante; nel suonare il corno gli si è spezzata la vena. Ma guardandosi attorno e vedendo tutti i compagni caduti, vedendo l'immane strage di cristiani e pagani, Orlando ha un'intuizione: Va! Terigi, scudiero mio! No! No! Non scudiero, ma fratello! Va da Carlo e porta questo messaggio: non spade, non sangue, non guerra! Va, fratello mio!Mentre Orlando muore, in terra di Francia si scatenano venti, tuoni e fulmini. Sembra la fine del mondo! No, non è la fine del mondo, è il pianto di Francia per la morte di Orlando e dei suoi compagni. E' il 15 agosto del 778 a Roncisvalle.
Questo è quanto racconta padre Baldino nel suo convento; sono i ricordi di un vecchio che un tempo fu famoso, forte e invincibile. Quel vecchio, dopo Roncisvalle, veste il saio della penitenza. Quel vecchio un tempo si chiamava Rinaldo di Montalbano.
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