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La Struttura dei Pupi Siciliani

il Pupo e i suoi Fili

La struttura del pupo siciliano prende le sue origini dalla marionetta classica europea, ma al contrario di questa, mossa dall’alto mediante lunghi fili, il pupo palermitano viene azionato principalmente da due ferri, uno che attraversa la testa e l’altro che aggancia il pugno destro. La presenza di questi due ferri è indispensabile per la modalità del pupo stesso: essi infatti ne spostano man mano l’azione e gli conferiscono un’andatura ritmica. Quattro fili di corda servono a far muovere la mano sinistra, a fargli sguainare la spada, a fargli abbassare o alzare la visiera, a farlo mettere in ginocchio. Le armature sono di ottone o alpaca con ornamenti in rame: il corpo è costituito da nove pezzi (mano e pugno o doppie mani, cosce, gambe, piedi, busto) che vengono montati tra loro e che costituiscono il suo corpo per intero. Ogni costruttore ha dei modelli, che gli servono da base per la costruzione delle armature, che egli stesso disegna su una lastra di metallo, da cui vengono ritagliati, modellati, saldati, arabescati ed infine montati. Il puparo manovra i suoi personaggi da dietro le quinte, tenendo i piedi poggiati nello stesso piano su cui poggiano i pupi. Sulla scena, da sinistra guardando dalla parte del pubblico, escono i personaggi buoni, da destra alcuni personaggi secondari e i cattivi.

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